Un’architettura che asseconda la topografia.
L’approccio progettuale non ha voluto imporre una struttura estranea, ma ha scelto di assecondare e valorizzare la complessa conformazione collinare del sito.
Sfruttando i dislivelli naturali della zona, la passerella collega in modo continuo e accessibile il parcheggio antistante la palestra dell’ITI (a quota +4.50 m dal livello stradale) con il polo scolastico dell’IPSIA Ostilio Ricci (situato a valle, a quota -3.30 m).
La quota massima dell’impalcato si attesta a 5 metri sopra la strada, raccordandosi al parcheggio esistente tramite una rampa dolce che abbatte completamente le barriere architettoniche.
Lo sbarco sul lato opposto è gestito da un nodo verticale pulito e funzionale, composto da un corpo scala e da un ascensore panoramico protetto da un volume solido.
Ogni dettaglio della scala è stato studiato per eliminare angoli ciechi o sottoscala nascosti, garantendo la massima visibilità e sicurezza urbana in ogni momento del giorno.
Il disegno dei coni visivi e il dialogo con il territorio.
La passerella non è solo uno strumento funzionale, ma si configura come un vero e proprio belvedere urbano.
La pianta della struttura è definita da una linea spezzata i cui angoli non sono casuali, ma seguono precisi coni visivi verso il paesaggio circostante: in direzione di discesa, lo sguardo del pedone viene guidato e proiettato verso l’orizzonte, dove le colline fermane degradano dolcemente verso il mare Adriatico; in direzione di salita, il percorso invita a lasciare il mare alle spalle per inquadrare la spina della città storica, offrendo una vista privilegiata che culmina con il profilo del Duomo e del Parco delle Rimembranze.
Trasparenze cromatiche e materiche: l’effetto Corten.
Dal punto di vista materico e dell’impatto visivo, l’intervento ricerca un’assoluta continuità costruttiva con l’ambiente sia naturale che antropizzato.
La passerella, realizzata con orditura in acciaio, è definita da un parapetto geometrico composto da una fitta sequenza di elementi verticali in acciaio con finitura tipo Corten.
Questa scelta genera un suggestivo effetto ottico dinamico per chi osserva la struttura dalla strada o in movimento: a seconda dell’angolo di visuale e dell’inclinazione del percorso, il parapetto sembra quasi smaterializzarsi come una leggera ringhiera che lascia intravedere le sagome dei pedoni, oppure si percepisce come una superficie solida, materica e continua.
A fare da contrappunto, il volume dell’ascensore è rivestito con una tonalità verde rame, che richiama cromaticamente le tonalità della vegetazione e delle alberature storiche che circondano il sito, camuffando l’innesto della struttura nel paesaggio.